La Corte costituzionale, con la sentenza 6/2014, ha esteso l’applicazione del criterio di determinazione della base imponibile del “prezzo valore”, ricorrendone le condizioni, anche ai trasferimenti di immobili a uso abitativo e relative pertinenze avvenuti in sede di espropriazione forzata o a seguito di pubblico incanto.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce ulteriormente che la pronuncia della Consulta esplica effetti anche in riferimento ai trasferimenti derivanti da pubblico incanto effettuati prima del deposito della sentenza medesima, a condizione che si tratti di rapporti non “esauriti” quindi, benché l’atto di trasferimento sia stato già registrato, il contribuente può esercitare l’opzione con un’apposita dichiarazione da rendere nell’istanza di rimborso.

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